L'evoluzione storica del Tempio di Luxor rivela una stratificazione architettonica senza precedenti, testimoniando quasi tre millenni di continua venerazione religiosa attraverso dinastie e civiltà successive.
Quest'eccezionale complesso sacro costituisce una rara anomalia nel panorama templare egizio, portando le impronte architettoniche di appena due sovrani dominanti.
La costruzione sotto Amenhotep III
Quale genio architettonico diede origine al santuario? L'alba costruttiva del complesso templare germogliò durante il XIV secolo a.C. sotto l'egida illuminata di Amenhotep III.
Questo faraone, annoverato tra i più prolifici mecenati architettonici della storia nilotica, pose le fondamenta di quello che sarebbe divenuto un epicentro spirituale di importanza cardinale.
Le dimensioni primordiali del santuario abbracciavano una superficie di 190 metri longitudinali per 55 metri trasversali.
L'intervento progettuale di Amenhotep, magistralmente orchestrato dall'architetto Habu, concepì un orientamento parallelo al corso del Nilo sacro, sviluppandosi lungo l'asse nord-meridionale.
L'denominazione originaria "Ipet-Resyt", ovvero "Santuario del Sud", distingueva chiaramente questa creazione dal vicino complesso di Karnak.
Le aggiunte di Ramses II
Quale trasformazione monumentale caratterizzò l'epoca ramesside? Trascorso un secolo dalla genesi costruttiva, il santuario conobbe la sua espansione più significativa durante l'impero di Ramses II.
L'intervento dell'architetto Pak-in Khonso si concretizzò nell'aggiunta dell'avancorpo templare, arricchito da un vasto cortile perimetrale e da un pilone settentrionale di proporzioni imponenti.
L'ambizione ramesside si manifestò attraverso l'erezione di colossali effigi statuarie e obelischi granitici, proclami lapidei dell'autorità sovrana. L'accesso principale venne presidiato da sei statue colossali del faraone - quattro assise (delle quali due sopravvivono) e due erette.
La magnificenza dell'entrata culminò con l'installazione di due obelischi gemelli, uno dei quali ornò successivamente Place de la Concorde parigina.
Influenze greco-romane e islamiche
Quali metamorfosi attraversò il complesso nelle epoche successive? L'eredità faraonica del tempio accolse successive stratificazioni culturali, iniziando con Alessandro Magno che ricostruì il santuario interno, decorandolo con raffigurazioni del conquistatore macedone al cospetto del pantheon egizio.
L'occupazione romana trasformò porzioni del complesso in installazioni militari, culminando nel III secolo d.C. con la costruzione di una fortezza perimetrale. La camera adiacente alla sala ipostila amenofide divenne santuario cristiano, con gli antichi rilievi mascherati da intonaci e pitture di stile greco-romano.
L'era della dominazione araba segnò inizialmente l'abbandono del sito, fino alla rinascita spirituale del XIII secolo con l'edificazione della Moschea di Abu al-Hajjaj, tuttora dominante il cortile colonnato.
L'insediamento di un borgo arabo all'interno del perimetro sacro perdurò fino alle esplorazioni archeologiche ottocentesche.